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4 dicembre 2006

fascio pride

02 Dicembre 2006 FASCIO PRIDE

 

 

  


 

“Era inevitabile. L'Arcigay insorge contro gli slogan volgari dei manifestanti di centrodestra che hanno insultato a più riprese gli omosessuali. "Berlusconi, Fini e Bossi, al di là delle posizioni politiche che esprimono, abbiano il coraggio di dissociarsi dalle gravi offese arrecate dai loro militanti nei confronti delle persone omosessuali" dice il segretario nazionale Aurelio Mancuso.

Non sono piaciute le offese strillate da alcuni protagonisti della piazza della Cdl. Non è piaciuto quel "Prodi boia, Luxuria è la sua troia", che vince l'oscar della volgarità. Ma neppure i cartelli con "Camera con cesso" che raffiguravano un Prodi a forma di water e con i nomi di Franco Grillini, Titti De Simone e Vladimir Luxuria risucchiati. E quelle parodie dei Gay Pride con le nuove leve di Fi, An e Lega a sfilare travestiti da spose, per dimostrare contro i matrimoni omosessuali. I giovani della Cdl, dice l'Arcigay, hanno esagerato e i leader ora si devono dissociare e chiedere scusa.
Si è trattato, prosegue Mancuso, "di uno spettacolo indecoroso, offensivo, tendente come al solito a discriminare ed offendere la dignità dei gay, delle lesbiche, dei transgender".
E chiosa: "Altro che partito delle libertà. Mentre Berlusconi urlava alla piazza la difesa della famiglia nata dal matrimonio tra un uomo e una donna, (peccato che lui di famiglia ne ha avuta più di una) diversi militanti del Polo davano sfogo ai più bassi istinti omofobici e transfobici".”

(La Repubblica on-line 02/12/2006)

 

 

Roma, un sabato come tanti, chiuso a casa, perso tra libri ed internet fino a quando non mi arriva una proposta per andare a vedere la mostra di Andy Warhol; così esco dal silenzio surreale della mia camera lanciandomi verso il frenetico sabato pomeriggio capitolino.

Esco di casa e mi avvio verso la metro Piramide, ancora cullato mentalmente dalla quiete  che mi circondava fino a pochi minuti prima, mi proietto verso il viaggio che da lì a poco mi avrebbe condotto verso la massima espressione della pop art americana.

Ho nella mente immagini del tipo…

 

  

 

ed
invece mi sono trovato di fronte ad uno spettacolo simile a questo…

 

  




Ho pensato di essere stato catapultato in un’altra realtà, in un mondo parallelo dove il “cavaliere nero” regnaincontrastato, poi però abbandonate le fantasie mi è venuta l’illuminazione: ecco cos’è, il fascio pride, la giornata dell’orgoglio fascista!

E così tra donne, ancora con impresse le immagini di Maria De Filippi  e la voce di Michele Cucuzza  che saluta calorosamente,  e uomini, ancora storditi dalle performances dei/lle vari/e Emilio Fede o  Cristina Parodi di turno, sono tornati in piazza i miei nostalgici preferiti.

Purtroppo non avendo ricordato prima l’evento eccezionale non ho pensato o bene l’abbigliamento e la cura della persona; così con felpa patchwork  non molto sobria, jeans non al meglio della forma ed una testa che tra barba e capelli lasciava intendere il mio piccolo battibecco con il mio “coiffeur personale”, cerco posto in una metropolitana molto affollata. Come in un noto programma televisivo i passeggeri della metro, da bravi spettatori/concorrenti hanno subito individuato l’intruso: la talpa!

Il gioco poteva finire così se qualcuno non avesse voluto testare la veridicità della sua scoperta.

Qui entra in gioco un’altra compagine che fino a quel momento era sfuggita alla mia vista. Cinquantenni, adornati a modi mantello da bandiere recanti antiche effigi verdi, mi scrutano e con marcato accento calabro-veneto sottolineano l’inefficienza della città dei ladroni in confronto alle loro serenissime città  padane. Subito, a conferma delle loro tesi, ho pensato alla situazione del nordest “italiano” e mi sono venute in mente le ultime vicende di Padova, ca**o, rifletto tra me e me, hanno perfettamente ragione.

Come tutti i bei giochi però, anche questo è destinato a finire subito,  ecco giunti alla fermata Circo Massimo dove i miei compagni di avventura sono obbligati a scendere. Purtroppo è arrivato il momento dei saluti, ed il calore umano che contraddistingue il nostro bel paese si fa sentire: << si ma non così, piano vi prego, piano, per favore non spingete>> .  Più cerco di contenere l’impeto dei miei compagni di gioco e più si fa intenso, fino a quando una bellissima e coreografica  signora sulla sessantina ( la concorrente indossa mantello composto da bellissimo tricolore presumibilmente un ricordo dei mondiali vinti nel ’82 contenente l’iscrizione “FORZA ITALIA” ), sopraffatta dalla gioia di essere arrivata alla meta, mi sferra una gomitata in faccia.

Colpito dalla cordialità della signora, le chiedo a che cosa dovessi tanto affetto, così un cortese giovanotto accompagnatore della medesima mi intima testuali parole:<< guarda che oggi non ti conviene! Perché Roma oggi è nostra!>>io  però non voglio accettare la prematura fine del programma, così con faccia sorpresa gli ho risposto: <<prego qual è il suo problema?>> e l’impavido difensore della giustizia mi ha fatto notare come  il format preveda che nel gioco io mi trovi in una posizione sfavorevole, considerato che concorro da solo mentre gli altri sono in tanti.

Dopo un breve ma intenso scambio di battute con i correnti, da entrambe le parti c’è l’invito a proseguire il viaggio insieme ma purtroppo, per esigenze di copione, ci dobbiamo separare ed il mio ruolo di talpa giunge al suo termine.

Questo è stato solo il mio inizio del  giorno di ordinaria follia che Roma ed i suoi abitanti hanno trascorso sabato 2 dicembre.

Giornata descritta da Silvio Berlusconi come un trionfo della democrazia sul governo illegittimo. Democrazia che si è manifestata anche con cori omofobi, con striscioni volgari, con i fischi della Lega Nord sull’Inno di Mameli, con saluti romani ed ho visto anche risorgere uno striscione del “Fronte della Gioventù” (retto tra gli altri da  un settantenne) che non vedevo da 15 anni.

Democrazia che vorrei far emergere sottolineando  due striscioni provenienti dall’ aerea del corteo battuta da “Azione Giovani” e “Fiamma Tricolore”:

- “PRODI BOIA. LUXURIA E’ LA SUA TROIA

 - “PRODI INFAME PER TE CI SON LE LAME”;

- “LUXURIA PISCIATI ADDOSSO” (dato da “La Repubblica” firmato Azione Giovani Università Roma 3)

A questi, come a molti altri, si aggiunge uno striscione che è apparso nella area molto più moderata e signorile dei “giovani Forzisti”, gli azzurrini,  quelli che calcisticamente equivalgono alla nazionale minore,  gli under 21:

-  “NO PRODI, NO FRODI, NO FROCI”.

 

QUESTA E’ LA DEMOCRAZIA, LA LORO DEMOCRAZIA???

La giornata del Fascio Pride per fortuna è passata ma non lasciamo che il loro odio, che la loro democrazia prenda piede nella nostra città.

La nostra Roma, la Roma partigiana sarà sempre baluardo della nostra RESISTENZA.

Pierluigi 

 




permalink | inviato da il 4/12/2006 alle 4:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa


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