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"Questa Facoltà,  
riconoscendosi
nei valori costituzionali
dell'antifascismo
e della democrazia,
ripudia la violenza,
il razzismo
e la guerra come
strumento
di offesa"
Gli Studenti
e la Facoltà


PER CONTATTARCI
rds-scienzestoriche@tiscali.it






18 maggio 2007

mozione cnsu

Con la nostra ormai vecchia rappresentante al cnsu, Lidia Mancini, abbiamo scritto una mozione contro quanto sta avvenendo nelle università italiane

Alla c.a. del Ministro dell’Università e della Ricerca

On. Fabio Mussi

OGGETTO: modifica degli statuti negli atenei italiani

In molti atenei italiani si sta verificando una situazione che richiede una riflessione ad hoc, oltre che un’indagine più approfondita. Si assiste, infatti, alla modifica degli statuti in proporzioni più o meno consistenti, attività che, per consuetudine ormai consolidata e grazie all’inserimento di norme transitorie, porta con sé la possibilità di azzerare i mandati già svolti. Diventa, così, possibile per i Rettori ricandidarsi alla guida delle università dribblando le disposizioni che fissano in gran parte delle università italiane un limite di due mandati per i "magnifici".

Il risultato è avere Rettori in carica per nove, dieci e anche dodici anni. Nell’Università di Cagliari il Rettore svolge un mandato da sedici anni, nell’Università del Molise lo statuto non prevede un numero massimo di mandati e il Rettore in carica sta concludendo il suo quarto triennio; nell’Università di Modena, in virtù delle modifiche apportate allo statuto, il Rettore rimarrà in carica fino all’ottobre del 2008, lasciandosi alle spalle tre mandati triennali.

Visto che attualmente sono in corso i lavori delle Commissioni per la modifica degli statuti anche nell’Università di Firenze, alla Scuola Normale di Pisa e all’Università degli Studi Roma Tre,

Il C.N.S.U. chiede:

che si apra una riflessione approfondita sul fenomeno della moltiplicazione dei mandati nelle Università italiane, sottolineando l’assoluta inaccettabilità di questa situazione.

Il Presidente del CNSU
Salvatore Muratore





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18 maggio 2007

cnsu

Per mancanza di tempo non abbiamo inserito nel blog nulla sul CNSU e le elezioni appena avute. Sapevamo anche che c'era poco bisogno di dire a voi chi portavamo e perché abbiamo deciso di candidare una persona di Ricomincio dagli Studenti. Nei due giorni in cui si è votato abbiamo visto passare tutti gli studenti che sapevamo essere in facoltà.
Vi ringraziamo per il vostro appoggio.




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18 maggio 2007

calendarizzazione didattica per l'a.a. 2007-2008

IL 15 MAGGIO AL CONSIGLIO DI FACOLTA':
ALESSANDRA BISOZZI
PIERLUIGI LANZO
ADIL MAURO
ROBERTO CECCHINI
HANNO VOTATO FAVOREVOLMENTE PER LA NUOVA CALENDARIZZAZIONE DELLA DIDATTICA.
La proposta che avevamo portato prevedeva i 3 appelli per la sessione di febbraio marzo e per quella di giugno luglio ed un appello ad aprile per gli studenti fuori corso.
Per quanto riguarda l'appello di aprile stiamo ancora lavorando in quanto ci troviamo di fronte al muro dei docenti che non sono minimamente favorevoli, ma almeno per ora abbiamo vinto la battaglia dei 3 appelli a sessione che è stata votata con 47 voti a favore e 41 contro.
STIAMO LAVORANDO ANCHE SE NON CI SENTITE E NON CI LEGGETE SUL BLOG




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18 maggio 2007



ci scusiamo con tutti gli studenti per non aver più dato notizie sul nostro collegio didattico, ma siamo stati impegnati in alcune lunghe battaglie ...
Quali?




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15 marzo 2007

PUTIN WARS - conferenza




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15 marzo 2007

TASSE

Scusate la lunghissima assenza, ma la questione della tasse ci ha preso tantissimo tempo ...
Allora le notizie sono che chi non ha presentato l'iseeuu può andare a ritirare il modulo.
Per i fuori corso dal terzo anno in poi aspettate ad andare a pagare la rata, ieri abbiamo manifestato sotto il rettorato ed è sceso il direttore amministrativo al quale abbiamo chiesto un tavolo per cercare di sistemare questa situazione. Appena avremo notizie certe vi faremo sapere, intanto se ci sono casi particolari, mandatemi alla mia mail privata
alexb78@libero.it il vostro caso e vedremo cosa fare ...
Visto che abbiamo ottenuto una proroga fino al 15 maggio, per ora chi ha avuto delle spiacevoli sorprese non paghi la rata, aspettate a farlo.
Alessandra
Pierluigi




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11 febbraio 2007

per ricordare

Era il 30 Aprile del 1945 quando il CLN ha preso il controllo della città di Trieste, togliendolo finalmente dalle mani dei tedeschi. Il 1° Maggio la città, come tutta l’Italia intera, era pronta a festeggiare la fine di una guerra che non solo era stata lunga, ma che aveva lasciato dietro di se migliaia di morti. Ma la gioia viene subito interrotta dall’arrivo delle truppe comuniste jugoslave del Maresciallo Tito, i triestini si resero immediatamente conto che stava iniziando una nuova oppressione. I due anni precedenti che hanno visto la città in mano delle truppe tedesche ha lasciato un segno. Ora sarebbe iniziato una nuova e drammatica storia per l’Italia. I sentori si fanno reali quanto le truppe titine iniziano a dare immediatamente la caccia agli uomini del CLN colpevoli non si sa di cosa, se non di aver liberato un’altra città dal giogo nazista. Tito non agisce in base ad un’epurazione politica, nelle sue mani finiscono fascisti e antifascisti, persone che non avevano nulla a che fare con la politica. Molte persone non erano schierate, ma a causa di rancori, di un’ennesima mente malata libera di agire in Europa, anche questa gente finisce nella mattanza che il Maresciallo Tito aveva iniziato. La Milizia Popolare fa sparire migliaia e migliaia di donne, uomini, bambini, molti dei quali finiscono nelle cavità carsiche che tutti conosciamo con il nome di “foibe”.

La tragedia si sta compiendo, in questa parte di Europa si stava mettendo in atto un’altra pulizia etnica.

Come per i nazisti le camere a gas, anche Tito ha voluto segnare queste morti con un rituale: gli italiani venivano legati due a due, portati sull’orlo della voragine carsica e poi ad uno dei due veniva sparato un colpo alla testa, in modo che uno si portasse dietro l’altro. Uno veniva seppellito morto, l’altro vivo. La guerra era davvero finita? Hitler era caduto, l’Europa era liberata, ma c’era una parte dell’Italia che stava vivendo ancora il suo incubo. La mattanza ha avuto fine il 12 Giugno del 1945 quando le truppe Alleate indussero quelle di Tito a lasciare Trieste, e solo quando dopo il 26 Ottobre 1956, data in cui Trieste tornerà all’Italia, l’incubo scomparirà del tutto, e gli italiani non avranno più paura di vedersi ammazzati e trucidati

 

Il tema delle foibe, come quello dell’Olocausto, o di qualsiasi altro genocidio o pulizia etnica non deve scadere nel mero dibattito politico tra due schieramenti. Non si può e non si deve gettare nel dimenticatoio della memoria per mero opportunismo nessun massacro perpetrato ai danno di qualsivoglia essere umano.

Alessandra




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8 febbraio 2007



ORARI LEZIONE SECONDO SEMESTRE - VARIAZIONI

ANTROPOLOGIA CULTURALE - Paolo Apolito - 27/2/2007 - MARTEDI': 18-20 aula b
                                                                                        MERCOLEDI': 18-20 aula b
                                                                                        GIOVEDI': 16-18 aula 15 - dal 19/4 aula 10

GEOGRAFIA - Lidia Moretti - 26/2/2007 - LUNEDI': 12-13 aula 17
                                                            MERCOLEDI': 12-13 aula 16
                                                            VENERDI': 12-13 aula 11

GEOGRAFIA REGIONALE - Lidia Moretti - 26/2/2007 - LUNEDI': 14-16 aula 17 aula 19
                                                                                MERCOLEDI': 14-16 aula 16 aula 19
                                                                                VENERDI': 14-16 aula 11 aula 19

STORIA ECONOMICA E SOCIALE DEL MEDIOEVO - Maria Teresa Caciorgna - 26/2/2007 LUNEDI':17-18 aula 17
                                                                                                                                    VENERDI': 10-12 aula 25

LAVORI IN CORSO ....




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8 febbraio 2007

La legge è uguale per tutti... forse

LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI... FORSE


Il gup di Roma Sante Spinaci ha rinviato a giudizio Mario Luis Lozano, il soldato americano che il 4 marzo 2005 ha aperto il fuoco ed ucciso il funzionario del Sismi Nicola Calipari.
Il 17 aprile il militare è chiamato a presentarsi davanti alla Corte di assise di Roma per difendersi dalle a
ccuse di omicidio volontario e di duplice tentato omicidio (la giornalista Giuliana Sgrena e l'autista Andrea Carpani).
Il governo americano, tramite alcune fonti che vogliono rimanere anonime, ha comunicato che il soldato non si presenterà all'udienza perchè, come ribadito in precedenza dal Pentagono  tramite il Comandandante di Marina Joe Carpenter, è già stata condotta un indagine militare che ha  decretato  l'impossibilità a procedere perchè il fatto, in quanto accidentale, non costituisce reato. 
Carpenter ha inoltre aggiunto" restiamo ai risultati dell'inchiesta che fu condotta dalle forze della Coalizione nel 2005, incluse le conclusioni ufficiali che sottolineavano che nessuna ulteriore azione era richiesta contro i soldati di quel checkpoint''.
Il giudice romano
ha stabilito non solo che quello di Calipari fu ''un delitto oggettivamente politico'' ma che sussiste l'aggravante, sostenuta dai pm Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio,   di "offesa arrecata agli interessi dello Stato''. Questo tipo di imputazione permette, in deroga a quanto previsto dall'articolo 10 del codice penale (presenza in Italia dello straniero che abbia commesso reati all' estero ai danni di nostri connazionali), di processare l'imputato.
A mio avviso, in questo momento, non è rilevante se il Lozano abbia agito accidentalmente oppure abbia volontariamente aperto il fuoco sull'auto, il fatto grave è la reticenza del governo americano nel concedere l'estradizione.
La consapevolezza che, anche se condannato in contumacia, il militare non sconterà mai la sua pena è disarmante; è come se Nicola Calipari fosse ucciso per la seconda volta ed insieme a lui anche la giustizia.

Quella giustizia tanto "sponsorizzata" dalla più grande democrazia del mondo, quella giustizia che spinge gli Stati Uniti ad esportare il loro modello di democrazia, quella giustizia che sacrifica migliaia di vite in nome della democrazia, quella giustizia che democraticamente in America avrebbe condannato a morte per un simile reato...
ma allora dov'è la giustizia e dov'è la democrazia?

Il governo americano comunque non è nuovo a questi fatti.
Cambiano i protagonisti ma il copione rimane lo stesso.
3 febbraio 1998, Bill Clinton è presidente degli U.S.A. ed in Bosnia imperversa una sanguinosa guerra fratricida. Dalla base Nato di Aviano parte in volo di addestramento un aereo dei marines. Decolla alle 14,36 ed alle 15,12 minuti e 51 secondi trancia due cavi della funivia che da Cavalese porta al monte Cermis. Muoiono diciannove turisti e il manovratore della funivia. Alle 15,26 il Prowler atterra di nuovo ad Aviano. Singolari le dichiarazioni del pilota, il capitano Richard Ashby: “Ho sentito solo uno scossone”.
 I periti italiani nella prima fase degli accertamenti hanno riconusciuto la colpevolezza dell'intero equipaggio in quanto il velivolo viaggiava ad una quota ed una velocità non consentite.
Ad un anno di distanza l'8 febbraio del 1999 ha il via il processo davanti alla corte marziale di Camp Lejeune, il comandante del velivolo rischia 206 giorni di carcere ma il 4 marzo viene assolto da tutti i capi di imputazione.
Nonostante la pena fosse esigua per un così atroce delitto i giudici hanno pensato bene di togliere ogni macchia dal buon nome dei marines.
Così una strage causata dalla bravata di un equipaggio, consumata probabilmente per una sommessa con in palio una bevuta al bar, è rimasta impunita.


E' un ritorno al passato, all'impunibilità di un popolo sovrano in ogni parte del mondo.
In Parlamento si discute sulla necessità o meno di ampliare le basi amrericane in Italia (Vicenza e Sigonella), strutture per cui lo Stato impegna circa 366 milioni di dollari l'anno, facendone una questione di opportunità politica.
Prima di preoccuparsi degli impegni presi con questo esimio Paese bisognerebbe capire qual'è lo status di questi individui, in Italia e nel mondo.
Tutti hanno il diritto/dovere di essere sottoposti ad un GIUSTO processo, se poi, invece, si riconosce lo status super partes dei militari americani, allora dovremmo così modificare le targhe presenti nei nostri tribunali:

"LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI TRANNE PER I MILITARI AMERICANI".


Pierluigi




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6 febbraio 2007

Furti a Roma Tre

RAGAZZI VI CONSIGLIAMO DI NON LASCIARE MAI I VOSTRI ZAINI E LE VOSTRE BORSE INCUSTODITE.
Da un pò di tempo si verificano continui furti durante gli esami e le lezioni per cui seguite il nostro consiglio di non lasciare mai nulla di incustodito e di non fidarvi, soprattutto durante gli esami, di persone che avete appena conosciuto.
Noi ci siamo mossi chiedendo un appuntamento al direttore Amministrativo Pasquale Basilicata per parlargli della questione della nostra facoltà, stiamo aspettando una sua risposta.
Alessandra
Pierluigi





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1 febbraio 2007

CONSIGLIO DI FACOLTA'

Oggi abbiamo partecipato al Consiglio di Facoltà, in cui mancavano le altre due liste universitarie elette lo scorso maggio. Noi rappresentanti di Ricomincio dagli Studenti abbiamo fatto due interventi, nel primo abbiamo richiesto che tutti i collegi didattici da questo momento fino a maggio si adoperino per presentare i progetti per l’istituzione di nuove Lauree Magistrali, il secondo è stato fatto sull’aumento dei cfu per singolo modulo.

Cerco di andare per ordine dandovi delle spiegazioni migliori su questi interventi.

Dal mese di Ottobre al mese di Dicembre Pierluigi ha partecipato sia alla Commissione Riforma di Facoltà (che si stava occupando delle linee guida della famigerata riforma universitaria che sarebbe dovuta entrare in vigore dal prossimo anno accademico) sia alla Commissione interna al nostro Collegio Didattico in cui è stato fatto un ottimo lavoro di progettazione. In questa commissione sono stati rivisti tutti i nostri percorsi e la Commissione ha lavorato per l’istituzione di ben due lauree magistrali, di cui una è quella che interessa gli scritti al curriculum in storia, politica e cooperazione internazionale.

Comunque la Riforma non entrerà in vigore l’anno prossimo, ma si pensa e si spera che verrà attuata dall’anno accademico 2008-09.

Come avete letto dalla lettera che abbiamo spedito al Collegio Didattico noi siamo abbastanza delusi da come tutta la Facoltà, e i singoli Collegi Didattici in questi anni non siano stati in grado di sentire e rispettare le esigenze degli studenti, che poi sono il senso stesso dell’università, abbiamo per cui deciso di usare la mano forte. Personalmente credo che sia finita l’epoca della diplomazia di pace, ora è stata avviata una nuova fase quella della diplomazia di guerra, che ha visto il suo inizio con quella lettera che abbiamo spedito al nostro Collegio Didattico.

A tal proposito questa mattina siamo stati convocati dal Presidente del nostro Collegio per parlare delle questioni che interessano noi studenti. Finalmente forse si smuoverà qualcosa, non per l’anno prossimo perché il Ministero ha bloccato, anche giustamente, nuove istituzioni di classi di laurea e di collegi didattici. Sarebbe in effetti controproducente dare inizio a qualcosa che poi tempo un anno dovrà per forza essere cambiato, comunque ci muoveremo in conseguenza delle decisioni che prenderanno o non prenderanno i docenti, e vi terremo aggiornati passo passo su quanto accadrà in questi mesi.

Il nostro secondo intervento è servito a ritirare fuori una vecchia ed annosa questione che credevamo risolta, ma per cui personalmente sento di essere stata presa in giro. Già due anni fa si parlò dell’aumento dei Cfu da 4 a 6 per ogni singolo modulo, o almeno per i moduli cosiddetti istituzionali, e questa è stata una proposta portata da NOI visto che altre liste all’epoca presenti non si sono mai viste. Il problema si è posto qualche giorno fa quando il Preside ha rimandato questo aumento. Noi non ci siamo stati, ed oggi abbiamo detto per la centesima volta che ci serve questo aumento perché è impensabile andare avanti facendo 5 moduli a sessione. È impossibile dare così tanti moduli con questa articolazione delle sessioni d’esame che non tengono minimamente conto delle reali esigenze del corpo studentesco. Abbiamo puntato anche sulla questione dei fuori corso (essendo oggi questi un numero enorme), perché se non si aumentano questi crediti il numero dei fuori corso aumenterà di anno in anno, e questo mette paura perché vuol dire minori fondi alla facoltà. So bene che anche questa volta il nostro appello è caduto nel vuoto, si parla della maleducazione dei giovani, ma vi assicuro che prendendo parte ad un consiglio di facoltà la maleducazione ed il non rispetto viene prima di tutto da parte del corpo docenti (ovviamente non tutti, ma la stragrande maggioranza) il quale chiacchiera incurante degli interventi che si stanno facendo, e anzi fregandosene completamente.

Oggi inoltre ci siamo astenuti assieme al personale tecnico amministrativo e bibliotecario dal votare la relazione del preside per questo anno accademico, una relazione che considero non la fotocopia (come invece detto dal preside) della situazione che viviamo nella facoltà.

Alessandra




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29 gennaio 2007



Per non dimentiCarlo





Vi segnalo questo blog che è stato aperto per intitolare nella nostra città una piazza
a Carlo Giuliani.


http://unapiazzapercarlo.ilcannocchiale.it




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27 gennaio 2007

LETTERA AL COLLEGIO DIDATTICO DI SCIENZE STORICHE

Alla cortese attenzione del

Presidente del Collegio Didattico

in Scienze Storiche

Prof. R. Morozzo della Rocca

e p.c. a tutti i docenti del Collegio Didattico

in Scienze Storiche

Ratti Luca;

Deborah Scolart;

Carusi Paolo;

Merluzzi Manfredi;

Caraci Ilaria;

Fabbri Fabio;

Volpato Antonio;

Trevisani Francesco;

Tino Pietro;

Stabili Maria Rosaria;

Rossini Daniela;

Rossi Giorgio;

Riccardi Andrea;

Pieroni Francini Marta;

Paolucci Giuliana;

Moretti Lidia;

Lupi Maria;

Flores Nadia;

Falcioni Paola;

Di Febo Giuliana;

Daenens Francine;

Celozzi Baldelli Pia Grazia;

Cantù Francesca;

Andretta Stefano; Arca Marcella;

Barbalace Giuseppe;

Belardinelli Mario;

Bernardi Saffiotti Simonetta;

Breccia Alfredo;

Caciorgna Maria Teresa;

Broggio Paolo;

D'Ascenzo Annalisa;

Sabatini Gaetano;

al Segretario

Dott. Sgrulloni Roberto

 

 

OGGETTO: SITUAZIONE DEL COLLEGIO DIDATTICO

 

Noi Rappresentanti degli Studenti del Collegio Didattico in Scienze Storiche e del Consiglio di Facoltà: Alessandra Bisozzi e Pierluigi Lanzo, con questa lettera vogliamo sottolineare per l’ennesima volta la situazione in cui versa il nostro Collegio Didattico.

Sono cinque anni che chiediamo un miglioramento dei nostri percorsi di studio attraverso modifiche degli attuali percorsi, l’istituzione di nuove lauree magistrali, nuovi insegnamenti, lo svecchiamento dei programmi dei corsi, l’aumento dei Cfu per ogni singolo modulo, la differenziazione dei corsi tra laurea triennale e laurea magistrale, in quanto nel biennio specialistico gli studenti si trovano a dover fare una ripetizione di esami già precedentemente sostenuti, dei corsi adibiti esclusivamente agli studenti della magistrale, il riconoscimento della nostra classe di laurea presso gli enti ministeriali, il Comune di Roma e gli enti periferici del nostro territorio, e non ultimo una migliore sistemazione degli appelli d’esame e degli orari dei corsi.

Insieme a Lei e ad alcuni docenti abbiamo parlato numerose volte di questi disagi che viviamo quotidianamente come studenti, senza mai trovare da parte Sua una concreta ed effettiva risposta a questi problemi. In questi anni sono state fatte solo promesse che non si sono mai concretizzate, e quando abbiamo avuto l’occasione per poter migliorare il nostro percorso universitario Lei ha preferito rimandare ancora questi miglioramenti, non curante del fatto che noi studenti abbiamo bisogno oggi dei cambiamenti, in quanto ci troviamo oggi a vivere questi problemi reali che comportano una serie di disagi per il proseguimento dei nostri studi. Lei  ha preferito rimandare aspettando l’attuazione della Nuova Riforma Universitaria che non si sa neanche quando effettivamente verrà attuata in quanto come sa ci sono stati giù moltissimi cambi di programma.

Non ha avuto la sensibilità di accorgersi che gli studenti non potevano più aspettare.

Non vogliamo porre termine al dialogo con Lei e con l'intero corpo docente, riflettendo però su questa situazione, dopo aver parlato con moltissimi studenti, abbiamo anche deciso di agire conseguentemente alle scelte che Lei e il Consiglio del Collegio Didattico avete preso in questi anni.

In fede

Alessandra Bisozzi

Pierluigi Lanzo




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27 gennaio 2007

giornata della memoria

giornata della memoria 
27 GENNAIO 1945 
27 GENNAIO 2007

CHI DIMENTICA



LA STORIA



NON HA FUTURO



In ricordo di tutte le vittime del nazifascismo

Per dire MAI PIU' NAZIFASCISMI

Pierluigi e Alessandra

(soci dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

con la qualifica di Antifascisti)




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25 gennaio 2007

Giuseppe Garibaldi



Garibaldi nacque a Nizza, sotto il governo dei Savoia fino al 1860.

I genitori avrebbero voluto avviare Giuseppe alla carriera di avvocato, di medico o, anche, di prete. Il figlio, però, amava poco gli studi e prediligeva gli esercizi fisici e la vita sul mare, lui stesso ebbe a dire di essere stato «più amico del divertimento che dello studio». Vedendosi contrariato dal padre nella sua vocazione marinara, tentò di fuggire per mare verso Genova con alcuni compagni; ma fu fermato e ricondotto a casa. Tuttavia si appassionò all'insegnamento dei suoi primi precettori, soprattutto dal signor Arena, un reduce delle campagne napoleoniche, che gli insegnerà italiano e la storia antica. Rimarrà soprattutto affascinato dall'antica Roma.

Il padre si decise a lasciargli seguire la carriera marittima a Genova, e venne iscritto nel registro dei mozzi nel 1821.

Dopo 73 mesi di navigazione ritornò a Nizza, ma subito, nel marzo 1833 ripartì per Costantinopoli. Garibaldi, allora ventiseienne, si fece molto influenzare dalle parole del loro capo Emile Barrault, un professore di retorica che espose le idee sansimoniane all'equipaggio che lo convinsero che nel mondo c'era un grande fremito di libertà. Lo colpì questa affermazione: «che l'uomo, il quale, facendosi cosmopolita, adotta l'umanità per patria e va ad offrire la sua spada ed il sangue ad ogni popolo che lotta contro la tirannia è più di un soldato: è un eroe». Poi lasciarono i francesi a Costantinopoli e la nave procedette per Taganrog. Qui in una locanda, mentre si discuteva, un uomo detto il Credente espose le idee mazziniane.

A Giuseppe le tesi di Giuseppe Mazzini sembravano la diretta conseguenza delle idee di Barrault, nella lotta per l'Unità d'Italia, momento iniziale della redenzione di tutti i popoli oppressi. Quel viaggio cambiò la vita di Garibaldi.

La storia vuole che Giuseppe Garibaldi abbia incontrato Giuseppe Mazzini nel 1833 e che si sia iscritto subito alla Giovine Italia, fondata da Mazzini. Tale associazione era una formazione massonica che mirava a creare continue tensioni negli stati europei allo scopo di convincere la popolazione che tali tensioni erano causate dall'insoddisfazione popolare. Sospinto dall'impegno politico, entrò nella Marina Sabauda per fare propaganda rivoluzionaria.

Insieme all'amico Edoardo Mutru cercò a bordo e a terra di fare proseliti alla causa, esponendosi con leggerezza. Infatti i due furono segnalati alla polizia e sorvegliati, e per questo vengono trasferiti sulla fregata Conte de Geneys in partenza per il Brasile. Nel frattempo si era stabilito che l'11 febbraio 1834 ci sarebbe stata un'insurrezione popolare in Piemonte. Garibaldi scese a terra per mettersi in contatto con gli organi mazziniani; ma il fallimento della rivolta in Savoia e l'allerta di esercito e polizia fanno fallire il moto. Il nizzardo non ritornò a bordo della Conte de Geneys, divenendo in pratica un disertore, e questa latitanza venne considerata come un'ammissione di colpa.
Indicato come uno dei capi della cospirazione, fu condannato alla pena di morte ignominiosa in contumacia in quanto nemico della Patria e dello Stato.

Garibaldi divenne così un "bandito": si rifugiò prima a Nizza e poi varcò il confine giungendo a Marsiglia. Nel giugno 1835 viene iniziato alla Giovine Europa. Garibaldi decise quindi di partire alla volta del Sud America con l'intenzione di propagandare gli ideali mazziniani. L'8 settembre 1835 partì da Marsiglia.

Tra novembre e dicembre arrivò a Rio de Janeiro, ma fu preceduto dalla sua fama di patriota.

Tornato in Europa nel 1848 per partecipare alla prima guerra di indipendenza contro gli austriaci Garibaldi, dopo essere sbarcato a Nizza con Anita, i tre figli e i compagni, si recò il 5 luglio a Roverbella, nei pressi di Mantova, per offrirsi volontario al re Carlo Alberto che, avvertito dai consiglieri della sua partecipazione all'insurrezione di Genova, lo respinse. Partecipò comunque alla guerra come volontario al servizio del governo provvisorio di Milano. Con la Legione che aveva organizzato ottenne due vittorie sugli Austriaci, a Luino e a Morazzone.

Dopo la sconfitta piemontese di Novara (23 marzo 1849), Garibaldi partecipò ai combattimenti in difesa della Repubblica romana, minacciata dalle truppe francesi e napoletane che difendevano gli interessi del papa Pio IX.

Con la caduta di Roma, Garibaldi lasciò la città con l'intenzione di raggiungere Venezia dove la Repubblica di San Marco, ancora resisteva. Inseguito dalle truppe del papato abbandonato dai suoi, perse anche la moglie Anita, che malata, morì per mancanza di cure nelle paludi di Comacchio. Con una fuga avventurosa riuscì a sfuggire alla cattura. Amareggiato e ferito nell'orgoglio, s'imbarcò di nuovo per l'America. Dopo un breve periodo a New York (1850 ) dove lavorò nella fabbrica di candele di Antonio Meucci , l'inventore del telefono, si trasferì in Perù per trovare un ingaggio come capitano di mare.

Garibaldi tornò in Italia nel 1854. Comprò metà dell'isola di Caprera e si mise a fare il contadino. Cinque anni dopo partecipò alla seconda guerra di indipendenza contro gli austriaci nella Lombardia settentrionale.

Alla fine del 1859 era in Romagna per guidarvi un abortito tentativo di invasione delle Marche e dell'Umbria, per unirle alla Lega dell'Italia Centrale. L'iniziativa era prematura ed improvvida (poiché mancava il consenso di Napoleone III) e venne fortunatamente bloccata.

 

Nel 1860 organizzò una spedizione per conquistare il Regno delle Due Sicilie (la Spedizione dei Mille). Raccolto un corpo di spedizione di mille uomini, le Camicie Rosse, Garibaldi raggiunse la Sicilia e si proclamò nuovo governatore dell'isola in nome di Vittorio Emanuele II. Nella battaglia di Calatafimi mise in rotta l'esercito del re di Napoli e un'insurrezione popolare gli consegnò la città di Palermo. Si proclamò Dittatore delle Due Sicilie. Dopo avere consegnato il Regno delle Due Sicilie a Vittorio Emanuele il 26 ottobre 1860 al bivio di Taverna della Catena nei pressi di Teano, Garibaldi si ritirò sull'isola di Caprera. Nel 1861 venne eletto deputato nel primo Parlamento del nuovo Regno d'Italia.

Nel 1862 Garibaldi organizzò una prima spedizione diretta alla liberazione di Roma: imbarcatosi a Genova, attraverso indisturbato la Sicilia e raccogliendovi volontari. Sbarcato in Calabria venne affrontato dalle truppe regolari del Regno d'Italia e si arrende all'Aspromonte. Il generale ricevette una grave ferita al malleolo. Nel 1867 una seconda spedizione, partita dal reatino e diretta su Roma fu fermata dalle truppe papaline e dai rinforzi inviati da Napoleone III alla battaglia di Mentana.

All'inizio della Terza guerra di indipendenza italiana venne riorganizzato il corpo volontario dei Cacciatori delle Alpi, ancora una volta al comando del Garibaldi. Anche la missione era simile a quella condotta fra i laghi lombardi nel 1848 e nel 1859: agire in una zona di operazioni secondaria, le prealpi tra Brescia ed il Trentino, ad ovest del Lago di Garda, con l'importante obiettivo strategico di tagliare la via fra il Tirolo e la fortezza austriaca di Verona (Invasione del Trentino). Ciò avrebbe lasciato agli Austriaci la sola via del Tarvisio per approvvigionare le proprie forze e fortezze fra Mantova ed Udine. L'azione strategica principale era, invece, affidata ai due grandi eserciti di pianura, affidati al La Marmora. Garibaldi operò inizialmente a copertura di Brescia, per poi passare decisamente all'offensiva, aprendosi, con la vittoria alla battaglia di Bezzecca, una strada accanto a Riva del Garda verso Trento. Salvo essere fermato dalla firma dell'armistizio di Cormons.

Dopo avere combattuto per tutta la vita, Garibaldi morì a Caprera il 2 giugno 1882.




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25 gennaio 2007

Muhammad Yunus



è un banchiere originario del Bangladesh
(Chittagong, 28 giugno 1940),
e un economista. È ideatore e realizzatore del microcredito,
ovvero di un sistema di piccoli prestiti destinati ad imprenditori
troppo poveri per ottenere credito dai circuiti bancari tradizionali.
Per i suoi sforzi in questo campo
ha vinto il premio Nobel per la Pace 2006.
Yunus è anche il fondatore della Grameen Bank,
di cui è direttore dal 1983.






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25 gennaio 2007

Mahatma Gandhi

DOVETE ESSERE IL CAMBIAMENTO
CHE VOLETE VEDERE NEL MONDO




Il suo impegno ha aiutato in maniera determinante lo stato indiano ad intraprendere il processo di indipendenza dalla Gran Bretagna, ispirando poi altri paesi colonizzati ad unirsi per la propria libertà ed indipendenza, ponendo fine all'impero britannico e rimpiazzandolo con il Commonwealth. Il principio della satyagraha ('"vera forza") di Gandhi ha ispirato generazioni di attivisti democratici e contro il razzismo. Gandhi era solito ripetere che i suoi valori erano semplici, tratti dall'induismo tradizionale: verità (satya) e non-violenza (ahimsa).




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25 gennaio 2007

parole in libertà

Inauguriamo una nuova rubrica ...
Libertà di dire tutto ciò che vogliamo
dire sui docenti ...





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24 gennaio 2007

STORIA DELLA CIVILTA' ARABO ISLAMICA

A tutti gli studenti che devono sostenere l'esame della professoressa Scolart diamo un consiglio:
studiatevi bene l'ultimo saggio di Ventura del testo Islam, soprattutto la parte dedicata agli sciismi
Pierluigi
Alessandra




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21 gennaio 2007

A DONATELLA MARIANI UN GRAZIE PER QUELLO CHE HA FATTO. CIAO DONA!

Chi era Donatella Mariani?

Era una donna coraggiosa, dura e allo stesso tempo dolce con noi. Per noi rappresentava la persona a cui rivolgersi in ogni occasione, per ogni piccola cosa che non andava. Con lei avevamo costruito un rapporto che andava al di là del semplice rapporto lavorativo. Ci siamo trovati spalla a spalla, lei a combattere con noi, e noi a combattere con lei. Quante volte abbiamo scazzato a brutto muso, ma tutto poi finiva lì e si ricominciava quel bel rapporto che avevamo costruito con il tempo. Quando se ne andò da Roma3 per noi fu un gran colpo, ed oggi questa botta che non ci voleva. Ognuno di noi sapeva che prima o poi sarebbe accaduto ma personalmente non volevo crederlo. Sapevamo che sarebbe accaduto, ed anche lei sapeva che questa volta non ci sarebbe più stato niente da fare, lo sentiva che sarebbe finita e non si aspettava un miracolo.

Lei per noi studenti ha speso tutto ciò che poteva spendere, ha sempre tenuto alle politiche giovanili ed anzi le ha sostenute portandole all’interno di Roma3. Il Roma3 by night è merito suo. Mi viene da piangere, ma le lacrime non escono. Da una parte sono incazzata con Donatella, dall’altra mi dico che così non soffrirà più. Non hai mollato fino all'ultimo vero Dona? Lo so quanto hai combattuto, avevi una forza immensa, c'era da invidiarti. Pur essendosene andata da Roma3 ci sentivamo ed aveva sempre un consiglio da darmi.

In questi momenti a parlare è la sofferenza che si prova sapendo che non ci saranno mai più scambi di e-mail con lei.

Quel tumore non l’ha perdonata, neanche sapendo che stava colpendo una persona piena di umanità, dolcissima, seria, amorevole con noi. Lei con il suo esempio ci ha sempre spinti a fare meglio. Lei credeva nella rappresentanza, ed è sempre stata lì a consigliarci, ad informarsi su come andavano le cose.

Lavorare con lei è stato bellissimo, e nel cuore porterò sempre le sue parole, i suoi incoraggiamenti. Lei che pur non facendo più parte di Roma3 faceva sempre il tifo per noi, sempre si è informata, sempre si è interessata a noi. Ci mancherà il suo sostegno, ci mancheranno le sue parole di incoraggiamento, ci mancherà il suo tifo. Senza di te ci sentiremo un po’ più soli perché anche se non eri più in quella tua stanza tu per noi c’eri. Abbiamo perso una persona importante. Non parlo al singolare perché a tutti noi hai dato qualcosa.

Averti conosciuto è stato un onore, come lo è stato lavorare con te.

Grazie per ciò che hai fatto per noi studenti.

Molti che leggono questo blog non hanno avuto il privilegio di conoscerla, però fidatevi che per noi ha fatto tantissimo, ha lavorato tanto per noi, si è spesa per i suoi studenti.

Ho creduto giusto farvi sapere chi abbiamo perso.

Ciao Dona,

e grazie di tutto.

Mi mancherai sappilo!

ALESSANDRA BISOZZI




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16 gennaio 2007

riflessioni

Nell'ultimo consiglio di facoltà abbiamo presentato un documento in cui si denunciava l'assurda e quanto mai incomprensibile gestione di questa sessione di esami. Abbiamo chiesto di posticipare la sessione di almeno una settimana in modo da permettere l'inserimento di un terzo appello. Esattamente come ci aspettavamo la risposta è stata negativa.
Sono state addotte le solite motivazioni. Gli studenti della nostra facoltà, e del nostro collegio didattico (il che è la cosa che dispiace di più) è sempre messo in secondo piano. Prima vengono le esigenze della facoltà in quanto struttura, si, pensate bene se pensate ai maxi schermi, alla pavimentazione ... E Roma Tre si pubblicizza con queste parole: UN ATENEO A MISURA DI STUDENTE.
Ciò poteva essere vero fino a pochi anni fa, ormai purtroppo le cose sono cambiate, ed è cambiato anche il rapporto tra le istituzioni dell'Università e della stessa Facoltà con i rappresentanti degli studenti.
Personalmente trovo indecente che si possa rimproverare allo studente di iscriversi agli esami e poi non presentarsi,
trovo indecente che si possa pretendere che uno studente sostenga un esame nei primi giorni di gennaio,
trovo indecente che i docenti se la prendano quando al primo appello si presentano solo pochi studenti e non si chiedono il perché di questa situazione,
trovo assurdo che si debba ogni volta lottare per un appello straordinario.
Ogni qual volta si parla di sessioni allungate, di un terzo appello a sessione, di un appello straordinario ci viene sempre detta una frase: "L'università non è un esamificio", ebbene i docenti devono smetterla di essere ancorati alla mentalità da vecchio ordinamento in cui la scansione della didattica era nettamente diversa da quella odierna. Svegliatevi cari docenti! Sono 5 anni che è entrata in vigore una riforma universitaria che è nata per velocizzare ed agevolare l'uscita dello studente dall'università. Si può e si deve discutere sulla validità della riforma, non c'è dubbio, ma la riflessione non può fermare in alcun modo la carriera universitaria dello studente che deve andare inevitabilmente avanti. Ci si lamenta dell'alto numero dei fuori corso, ma non si fa nulla per evitare questo, e anzi con il sistema che vige a Lettere questo numero aumenterà sempre di più.
I docenti non si rendono davvero conto di quanto ci stiano mettendo i bastoni fra le ruote, che sono loro stessi sia con i mitici (sigh!) 4 cfu per modulo, sia con i pochi appelli, a rendere il nostro percorso universitario così poco agevole ...
Scusate lo sfogo, ma personalmente sono stanca di sentire queste stupidaggini ...
Non lo trovo giusto, ma noi lotteremo sempre e sempre ci faremo sentire in tutte le sedi e se le cose non cambieranno penso proprio che personalmente userò la mano dura. E' arrivata l'ora di dire basta e di giocare duro ...


Alessandra




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16 gennaio 2007

esami

Scusate la lunga assenza, abbiamo avuto problemi con il computer ...
Vi aggiorniamo su alcune questioni:
L'ESAME DI ANTROPOLOGIA CULTURALE DEL PROF. PAOLO APOLITO DEL 16 GENNAIO P.V. SI SVOLGERA' IN AULA 18 E NON NELL'AULA B COME PRECEDENTEMENTE INDICATO

SI AVVISANO GLI STUDENTI CHE NELL'A.A. 2006/2007 SI POSSONO SOSTENERE 8 CFU (MODULO A B), DEL CORSO DI L-OR/10 STORIA DELLA CIVILTÀ ARABO ISLAMICA - DOTT.SSA DEBORA SCOLART, SOLTANTO SE LAUREANDI NEL MEDESIMO ANNO ACCADEMICO. PER DIMOSTRARE TALE POSIZIONE GLI STUDENTI DOVRANNO CONSEGNARE ALLA DOCENTE, PRIMA DELLA SEDUTA D'ESAME, LA SEGUENTE DOCUMENTAZIONE:

A) COPIA DEL FOGLIO DI AMMISSIONE ALL'ESAME DI LAUREA; O IN ALTERNATIVA:

B) UNA DICHIARAZIONE FIRMATA DAL DOCENTE RELATORE CHE ATTESTI LO STATUS DI LAUREANDO.

TUTTI GLI STUDENTI CHE NON PRESENTERANNO TALE DOCUMENTAZIONE, POTRANNO SOSTENERE SOLO IL MODULO A - 4 CFU. LA SEGRETERIA DEL COLLEGIO DIDATTICO

Quindi chi si laurea nella sessione di febbraio marzo può sostenere il secondo modulo in questa sessione, chi si laurea nella sessione di luglio deve aspettare l'appello di giugno.

Se volete info sui programmi fatecelo sapere scrivendoci anche un post sul blog ...

Per quanto riguarda sempre Storia della civiltà arabo islamica, per questo anno accademico non sarà possibile seguire il secondo modulo.





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27 dicembre 2006



UN IMMENSO GRAZIE A TUTTI COLORO CHE SONO INTERVENUTI VENERDì 22 AL NOSTRO CONCERTO.
GRAZIE, GRAZIE, 1000 VOLTE GRAZIE!!!
SPERIAMO DI RIUSCIRE A TROVARE AL PIù PRESTO ANCORA UN MOMENTO PER STARE INSIEME.

Alessandra
Pierluigi




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25 dicembre 2006



AUGURI DI UN BUON NATALE A TUTTI.
QUESTA VECCHIA OMELIA DI DON TONINO BELLO DOVREBBE ESSERE UN MONITO PER TUTTI NOI.

Tanti Auguri scomodi!
Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza.
Non obbedirei al mio dovere di vescovo, se dicessi «Buon Natale» senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire:
non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla «routine» di calendario.
Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso, progetto dei vostri giorni; la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunziano la pace portino guerra nella vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame.
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere «una grande luce», dovete partire dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, fanno bella figura ma non scaldano.
Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, «facendo la guardia al gregge» e scrutando l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che poi è l'unico modo per morire ricchi.
Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza.

(Tratto da omelia di Don Tonino Bello, Vescovo)

 




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21 dicembre 2006



AVVISO IMPORTANTE:
L'appello della professoressa Scolart - Storia della civiltà arabo islamica - è stato spostato dal 19 al 22 gennaio.
Pierluigi
Alessandra





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19 dicembre 2006



Ricomincio dal Concerto 8

Venerdì 22 Dicembre ore 22
Facoltà di Lettere e Filosofia
via ostiense 234


laMalareputazione
http://www.lamalareputazione.it

R E I N
http://www.rein99.it

WOGIAGIA
http://www.wogiagia.net

ospiti
CAPPELLO A CILINDRO
http://www.cappelloacilindro.it

Al più presto inseriremo la locandina.
Alessandra
Pierluigi

per info 3477722222




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12 dicembre 2006

12 dicembre 1969: la giustizia sommaria italiana

12 dicembre 1969: la giustizia sommaria italiana

Mi trovavo a studiare i diritti umani nell’ Islam. Stavo ragionando su questo tema quando nella mia testa si è accesa una lampadina. “Ma oggi è il 12 dicembre”.

Si, oggi è dicembre, non è un giorno qualunque per il nostro popolo, non lo è neanche per il nostro sistema giudiziario.

Alle ore 16,37 del 12 Dicembre 1969, a Milano,  nel salone della Banca dell’Agricoltura a Piazza Fontana, un ordigno esplode provocando la morte di 13 persone e 90 feriti (di cui 2 a causa delle ferite riportate moriranno nei giorni a seguire).

I nomi degli innocenti ammazzati da Ordine Nuovo sono: Giovanni Arnoldi, Giulio China, Ennio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangallo, Angelo Scaglia, Carlo Silva, Attilio Valè.

Sono passati la bellezza di 37 anni e la giustizia italiana ha pensato bene, il 3 maggio del 2005, di chiudere definitivamente la vicenda giudiziaria che vedeva imputati Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni. È stato deciso di assolvere i tre imputati di cui uno, Delfo Zorzi ha ammesso nel 1990 di essere l’esecutore materiale della strage. Ma l’Italia è questa. È demoralizzante andare a ritroso nella storia giudiziaria italiana e scorgere nella mente i ricordi di donne e uomini che a causa di questa giustizia sommaria sono ancora oggi in carcere senza quella giusta causa, ma quando ci si trova davanti a chi ammette di essere reo di un crimine lo si assolve. Dannata giustizia italiana.

Oggi nessuno si ricorda di quella strage. La “strage di Stato” è stata più volte chiamata. E anche su questo punto si dovrebbe iniziare a riflettere seriamente. Ma anche qui ci troviamo davanti alla voglia di dimenticare. No, non ci sto, non si può dimenticare nulla della storia italiana. Non è corretto verso chi è morto per mano dello Stato a cui apparteneva. Quello stesso Stato che ha coperto questa strage.

Tante sono le tesi che si leggono sulla strage di Piazza Fontana, e arriveremo mai ad una verità che sia accettabile? Come membro dello Stato italiano io pretendo la verità.

Questo oggi è il mio modo di ricordare.

 

Alessandra





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11 dicembre 2006

COMMISSIONE DIDATTICA

E' stata convocata per domani la commissione didattica paritetica in cui parleremo e forse visioneremo gli orari delle lezioni previste per il secondo semestre. Non potendo partecipare a tale commissione per motivi di studio (ho un esame la prossima settimana) ho comunque chiesto di farmi avere i file relativi alle lezioni per poterci lavorare da casa.
Appena avremo fatto i cambiamenti dovuti (non mi aspetto infatti che non ci siano cose da modificare) metteremo sul blog gli orari.
Vi volevo mettere al corrente del tipo di lavoro che si farà con questi orari.
Dovremo verificare che non ci siano sovrapposizioni tra le materie che sono consigliate di seguire al primo, al secondo e al terzo anno. Quindi chi ha un percorso libero, ovvero che non sta seguendo le suddivisioni consigliate, sicuramente avrà dei problemi di sovrapposizione.
Cercheremo comunque di sistemare il tutto nel più breve tempo possibile.

Alessandra Bisozzi




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10 dicembre 2006



Ringraziamo la disponibilità dei docenti che ci sono venuti incontro quando 2 settimane fa ci sono pervenute le date degli esami, che insieme abbiamo guardato e cambiato.
Ringraziamo anche Roberto Sgrulloni che con tanta pazienza ci è stato dietro.
Queste sono le date

DATE APPELLI SESSIONE INVERNALE

SCIENZE STORICHE

L-OR/10 Scolart - 19 gennaio – 05 febbraio ore 9.30

M-DEA/01 Apolito – 16 gennaio – 06 febbraio ore 12

M-GGR/01 Arca Petrucci – 30 gennaio – 15 febbraio (scritto) ore 9.30

M-GGR/01 D’Ascenzo – 24 gennaio – 07 febbraio  ore 10-13 aula 5

M-GGR/01 Falcioni – 19 gennaio – 16 febbraio ore 9.00

M-GGR/01 Moretti – 26 gennaio – 09 febbraio ore 9.00

M-STO/01 Bernardi Saffiotti – 19 gennaio – 06 febbraio ore 9.00

M-STO/01 Caciorgna – 15 gennaio – 15 febbraio ore 9.30

M-STO/01 Volpato – 15 gennaio – 15 febbraio ore 9.30

M-STO/02 Broggio – 22 gennaio – 12 febbraio ore 9.00

M-STO/02 Cantù – 23 gennaio – 13 febbraio ore 9.00

M-STO/02 Merluzzi – 23 gennaio – 13 febbraio ore 9.00

M-STO/02 Palumbo – 23 gennaio – 13 febbraio ore 9.00

M-STO/02 Pieroni Francini – 26 gennaio – 14 febbraio ore 9.30

M-STO/02 Andretta – 30 gennaio – 14 febbraio ore 9.30

M-STO/04 Morozzo Della Rocca – 24 gennaio – 14 febbraio ore 9.00

M-STO/04 Barbalace – 18 gennaio – 15 febbraio ore 9.00

M-STO/04 Belardinelli 22 gennaio – 12 febbraio ore 9.00

M-STO/04 Carusi 23 gennaio – 13 febbraio ore 9.00

M-STO/04 Di Febo – 16 gennaio – 14 febbraio pre 9.30

M-STO/04 Fabbri – 23 gennaio – 13 febbraio ore 10.00

M-STO/04 Rossini – 24 gennaio – 08 febbraio ore 9.30

M-STO/04 Tino - 22 gennaio – 12 febbraio ore 9.00

M-STO/05 Trevisani – 18 gennaio – 16 febbraio ore 10.00

M-STO/07 Lupi – 22 gennaio – 05 febbraio ore 9.30

SECS-P/04 Naldi – 23 gennaio – 13 febbraio ore 14.00

SECS-P/12 Flores – 23 gennaio – 13 febbraio ore 9.00

SPS/05 Celozzi Balzelli – 18 gennaio – 05 febbraio ore 10.00

SPS/05 Stabili – 16 gennaio – 06 febbraio ore 10.00

SPS/06 Breccia – 31 gennaio – 14 febbraio ore 9.00

SPS/06 Ratti – 31 gennaio – 14 febbraio ore 9.00

SPS/06 Roccucci – 23 gennaio – 13 febbraio ore 9.30

SPS/07 Dossoni – 19 gennaio – 16 febbraio ore 15.30 (scritto)

Per gli studenti di LCI: c'è ancora la possibilità di poter sostenere l'esame di storia della civiltà arabo islamica da 6 cfu, per il programma contattatemi a questo indirizzo: alexb78@libero.it
Alessandra
Pierluigi 




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10 dicembre 2006

E' MORTO L'ASSASSINO

È MORTO L’ASSASSINO

Ero su Messenger quando vibra il cellulare. Un nuovo messaggio, è di Adil. Apro e leggo: E’ morto! Hallelujah! Comincio a chiedermi chi sia morto (pensavo a Berlusconi, Fini, Bossi), vado sul sito dell’ansa e vedo che è deceduto Augusto Pinochet Ugarte. Mi sono detta subito che non doveva morire così, quel bastardo non aveva il diritto di morire in un letto di ospedale. Avevo sperato che si riprendesse per essere finalmente processato per i suoi crimini, ed invece è stato salvato dal suo cuore malato.

Non ho molto da dire in questo momento. Da un lato sono amareggiata perché è morto senza un regolare processo che lo incriminasse per omicidio, tortura (di cui è stata vittima anche l’attuale presidente) e “desaparicion” (più di 3.000 persone sono scomparse), dall’altra però mi dico. “un popolo ora è davvero libero di pensare al suo futuro senza quell’ingombrante figura”. Quando avrò il tempo su questo blog scriverò ciò che quell’ignobile essere umano ha fatto, con la connivenza della C.I.A e con l’aiuto dell’internazionale fascista (italiana) verso il suo popolo. Spero solo che non si pensi di fare dei funerali di Stato.

Ora ho in mente solo un discorso, quello di Salvador Allende che ha resistito tenacemente, preferendo togliersi la vita piuttosto che consegnarsi nelle mani di quello che considerava un suo fidato generale:

"Lavoratori della mia patria,
voglio ringraziarvi per la lealtà
che avete sempre dimostrato,
per aver dato fiducia ad un uomo
che fu solo l'interprete
di grandi aspirazioni di giustizia.
Radio Magallanes
sarà di certo messa a tacere
e il suono metallico
della mia voce calma non vi giungerà.
Non importa.
Altri uomini supereranno
questo momento grigio e amaro
in cui il tradimento vuole imporsi.
VIVA IL CILE! VIVA IL POPOLO! VIVA I LAVORATORI!
Queste sono le mie ultime parole
e sono certo che il mio sacrificio non sarà vano"

11 settembre 1973

Alessandra




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